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Associazione Ipertensione Polmonare Italiana onlus
insieme per combattere una malattia che toglie il respiro...

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Un’altra vita!

Anno 2010. Sto trascorrendo qualche giorno di vacanza a Matera e quando debbo affrontare le stradine in salita, mi accorgo che mi manca il respiro. Faccio fatica a camminare e a salire le scale. Fino ad allora non avevo mai avvertito questi problemi.

Tornata a Bologna insorge una flebite alla gamba destra. Il mio medico di base è sostituito in quei giorni da un altro medico che mi prescrive una terapia adeguata e, poiché la dispnea da sforzo continua, mi consiglia un controllo pneumologico, che dà esito negativo. Al rientro il mio medico visualizza il referto, mi visita e mi prescrive alcuni esami, anche perché sono diminuita di peso e mi sento sempre stanca.

Febbraio 2010. Il mio medico viene a visitare mia madre che abita al piano inferiore. Per esaudire una sua richiesta, salgo velocemente al primo piano e, quando ridiscendo, mi manca il respiro. Constatando la mia difficoltà, mi fa subito l’impegnativa per il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

Mi fanno i prelievi di routine, viene eseguita un’AngioTAC toracica e si formula la diagnosi di Embolia Polmonare. Il Dott. Mautisi ravvisa la necessità di prescrivere una terapia anticoagulante e, per maggior approfondimento, mi dirotta all’Ospedale Bellaria di Bologna. Per inciso, nel settembre 2009 ero stata sottoposta ad un ecocardiogramma al Pronto Soccorso del Maggiore con diagnosi di cardiopatia ipertensiva.

Al Bellaria passo la prima notte in terapia intensiva. Io sono contenta perché capisco che avanti così non posso andare. Per carattere non tendo a drammatizzare le situazioni negative, ma cerco di aspettare gli eventi e gli eventuali risultati.

Dopo un ricovero di sette giorni durante i quali vengono eseguiti vari esami, tra cui un nuovo ecocardiogramma, mi dimettono in ossigenoterapia, ritenendo che l’ossigeno mi potesse dare comunque qualche beneficio.

Senonché al momento della dimissione la Dott.ssa Serena Romazzini, cui sono molto riconoscente e che ringrazio di cuore, parla col Primario e suggerisce un trasferimento al S. Orsola-Malpighi, al Centro di Ipertensione Polmonare, dove lei ha lavorato. Sono loro stessi a prendere appuntamento col S. Orsola-Malpighi. Vengo ricoverata per una settimana e la diagnosi è: Ipertensione Arteriosa Polmonare.

Incontro il Dott. Palazzini durante la prima visita, poi conosco il Prof. Galiè in corsia. Alla dimissione mio marito e mia figlia Elena chiedono di parlare con lui. Dimostrando la massima disponibilità, il Prof illustra in modo molto esauriente la mia malattia e la relativa terapia. In seguito, in occasione dei controlli periodici, incontro spesso il Dott. Palazzini, che a distanza di tempo, stupendomi, si ricorda che alla prima visita ero accompagnata da mia figlia Marcella e che ero stata indirizzata a loro dalla Dott.ssa Romazzini.

Ora sono in terapia con il solo Revatio, niente più ossigeno e, per quanto riguarda l’affanno, sto bene. Un’altra vita!

Vado al controllo due volte all’anno e trovo sempre medici attenti e accoglienti. Ringrazio con molta riconoscenza il Prof. Galiè, il Dott. Palazzini e gli altri medici. Ringrazio anche Angela e la Sig.ra Marzia che, con la loro cordialità, ti fanno sentire fra persone amiche.

di una paziente

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