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Tutto è iniziato con una brutta influenza

Cari amici, vi racconto la mia storia.

sono Fausta Giulietti, ho 64 anni e vivo alle porte di Perugia. A giugno 2012 ho avuto l’influenza. Faceva molto caldo, ero senza forze e sentivo stanchezza tutto il giorno. Il medico di famiglia mi prescrisse delle vitamine, avendo preso degli antibiotici. Sperava che avrei ripreso le forze. Vitamine e antibiotici non portarono a nulla e io non miglioravo. I primi di luglio rifeci un controllo e, avendo la pressione arteriosa alta, quella che si prova al braccio, il medico cominciò a fare dei tentativi per abbassarla, prescrivendomi una compressa intera di Tenormin. Io non miglioravo però: pressione alta, stanchezza e senza forze come prima. Cominciai a sentirmi depressa e soprattutto preoccupata perché non si arrivava a nulla. Mi mancava il fiato e tutto si è complicato. Ridussero la dose del farmaco a metà compressa e ancora non miglioravo, poi a un quarto e infine a toglierla completamente. La situazione era stazionaria e io stavo sempre male. Anzi peggioravo. Quindi chiesi al mio medico di poter effettuare un elettrocardiogramma. Attesi l’appuntamento per l’esame in ospedale al Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove trovai il Dott. Alunni, medico scrupoloso, che capendo che qualcosa non andava, mi sottopose anche ad ecocardiogramma. La diagnosi fu di ricovero immediato per sospetta infiammazione del miocardio. Qui decisero di sottopormi a ulteriori accertamenti. Restai ricoverata una settimana, da fine luglio al 4 agosto, per tantissimi esami. Le mie condizioni erano sempre le stesse; però forse erano arrivati a una conclusione: sospetta ipertensione polmonare arteriosa. Il Dott. Alunni, persona molto seria e professionale che è sempre rimasta in contatto col mio medico curante, mi comunicò che la malattia era grave, però curabile. Avendo loro in ospedale pochi casi di ipertensione polmonare, confessò che non si sentiva in grado di potermi consigliare una cura. Si rese invece disponibile a contattare direttamente l’Ospedale

S. Orsola-Malpighi di Bologna per prenotarmi il ricovero che avvenne il 3 settembre del 2012. Dall’ospedale di Perugia mi dimisero, raccomandandomi di non fare nulla, tranne quello che riuscivo a fare senza sforzo, e di stare a riposo.

Arrivai a Bologna, dove sono stata accolta con tanta cortesia e professionalità, in compagnia di mia sorella e mio cognato. Qua mi fecero praticamente di tutto e di più, e la diagnosi fu confermata dal Prof. Galiè. Considerata la mia situazione, suggerì di inserirmi in uno studio di sperimentazione, assicurandomi che sarei migliorata. Non conosco il nome dei farmaci. In tutto questo tempo (quasi due anni) sono tornata tantissime volte a Bologna per le visite di controllo trimestrali, poiché volevano controllare la mia reazione alla sperimentazione. Posso sicuramente dire che ho cominciato a migliorare con la nuova terapia e che nel frattempo ho ripreso a fare quasi tutto, le scale, i miei lavori in casa, uscire per la spesa e per passeggiate.

Ora sono veramente migliorata, sto bene come dimostrano gli esami clinici e come mi assicura il Prof. Galiè dal mio quadro generale. Desidero ringraziare il Prof. Galiè, tutto il suo staff e il personale del reparto per la loro bravura e professionalità. Ora sto veramente molto meglio.

Quando c’è qualcosa che non si capisce, o voi vi rendete conto che qualcosa non va in voi, andate fino in fondo, non fermatevi mai. Io sono stata fortunata poiché il mio medico di base conosceva il cardiologo che mi aveva in cura a Perugia e perché insieme hanno capito che l’unica soluzione era quella di andare a Bologna. Grazie anche a loro.

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