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insieme per combattere una malattia che toglie il respiro...

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Quel prezioso consiglio che mi ha restituito la normalità

La mia vita dinamica ha subito un primo brusco stop… nel 2003, quando tutto è iniziato. Mi capitava di camminare con fatica e di dovermi fermare spesso per l’affanno. Continuavo però a fare i miei lavori di casa, compreso tirare la sfoglia a mano, ero solo un po’ rallentata.

Consultai un cardiologo a Vignola, che in seguito a un ecocardiogramma mi diagnosticò una lieve ipertensione polmonare. Mi prescrisse dei farmaci per abbassare la pressione, quella arteriosa, che si prova al braccio, e io chiesi al mio medico di aggiungere qualche tranquillante. Ho vissuto “al rallentatore” per circa cinque anni, durante i quali ho anche continuato a viaggiare, spesso ero in Sicilia, dove abita una mia figlia… Ma è stato durante un viaggio a Praga che ho cominciato a star davvero male, anche se al ritorno in aereo non ho avuto problemi di alcun genere. Questo strano “stato” si presentava a intermittenza, un po’ stavo male con affanno e caviglie gonfie, un po’ stavo bene come se nulla fosse.
Ricordo di una volta in cui dovetti andare al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vignola, dove mi fu riscontrato uno scompenso cardiaco. Il primario mi consigliò una visita a Modena, dove fui sottoposta a un cateterismo cardiaco, che confermò l’ipertensione polmonare grave. Fu quindi aggiunto il Tracleer ai farmaci che già prendevo. Il 19 dicembre 2011 mi ruppi il femore e fui ricoverata in ortopedia a Modena dove rimasi due giorni, poi fui mandata in pneumologia per accertamenti, vista la presenza di questa ipertensione polmonare. Qui avevano pensato all’intervento per riaggiustare il femore, ma i valori di IP erano troppo alti (125) e quindi non se ne fece nulla. A questo punto il Dott. Monelli, che ringrazio moltissimo, mi consigliò di andare a Bologna dal Prof. Galiè, a cui avrebbe lui stesso sottoposto il mio caso. Intanto, dopo 42 giorni, avevo ancora il femore rotto ed ero immobile. Spedii a Bologna tutti i miei documenti ed esami in visione, e il Prof. Galiè mi rispose che era necessario rifare tutte le analisi. Mi disse: “La voglio qua”. Mi ricoverò per qualche giorno, feci un’infinità di controlli e alla fine la diagnosi fu confermata. Un’angiografia rivelò inoltre un’embolia pregressa che aveva lasciato dei trombi e quindi mi furono prescritti degli anticoagulanti. Mi fu tolto un farmaco e aggiunta l’ossigenoterapia. Quando i valori dell’ipertensione polmonare scesero a livelli accettabili, il Prof. Galiè si consultò con i chirurghi del S. Orsola-Malpighi e fu deciso di sottopormi all’intervento di tromboendoarterectomia. Visto che però adesso sto bene, si è deciso di aspettare per l’intervento, oltretutto dovrei perdere almeno dieci chili.
È ormai un anno, dal gennaio 2012, che sono seguita al Centro di Bologna dal Prof. Galiè e sono molto contenta. Sono una donna che sempre si è data da fare, sono sempre riuscita a fare i miei lavori di casa. Come tante mamme, preoccupandomi più per i figli che per me. Anzi io mi meravigliavo di me stessa, di quanto mi riuscisse naturale, pur nella sofferenza, sopportare questo calvario con serenità e determinazione. Ad essere sincera, anche io, di tanto in tanto, sono caduta nella trappola della depressione, piangevo facilmente ed ero spesso demotivata. Ma tutto questo succedeva prima che mi si scoprisse l’ipertensione polmonare. Dopo non ho più avuto un attimo di debolezza, dovevo tornare ad essere quella di prima, dovevo farlo per i miei figli e per mio marito. Mia figlia mi diceva, e ancora dice: “Mamma sei un mito!” Ho sempre pensato che sia stata la mia mamma a darmi questa forza incredibile di combattere sempre, lei era forte come me, e tra noi c’era un legame profondissimo.
In poche parole, e mi rivolgo a tutti quelli che si trovano nella mia condizione “non arrendetevi mai, lottate e lottate con ogni forza, fatelo per i vostri cari che hanno bisogno di voi. Se avete problemi di respiro, qualcosa di strano vi sta succedendo e se le comuni cure non migliorano il vostro stato, andate dal Prof. Galiè a Bologna. E abbiate fiducia”.

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