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Per il medico di base era solo ansia!

Nel marzo del 2008 ho avuto un incidente sul lavoro, durante il quale mi si è “spappolata” la milza e ho avuto una contusione delle costole. Sono stato operato d’urgenza per l’asportazione della milza. Per sei mesi sono rimasto in convalescenza, perché non riuscivo a riprendermi, essendo anche monorene. Anzi il rene superstite aveva subito danni pure lui. Ero in terapia con cardio-aspirina.

Andai avanti abbastanza benino fino all’agosto 2010, quando eravamo al mare a Rimini e passeggiavamo sulla battigia. Io rimanevo sempre indietro perché non avevo fiato, mi stancavo dopo pochi passi, avevo una tosse secca. In queste condizioni arrivai a settembre/ottobre. Pensavo fosse stanchezza, stress o ansia. Dato che non miglioravo, iniziai le prime visite e test clinici in ospedale. Tutti gli esiti erano nella norma. Ma nei primi giorni di novembre mentre ero al lavoro, dopo esser sceso dal camion e avere fatto alcuni passi, svenni. Quando mi sono svegliato mi sono ritrovato con la testa gonfia e un grosso bernoccolo. Mi è successo ancora altre volte di svenire improvvisamente.

Ero molto preoccupato. Non stavo più bene, non riuscivo a fare più nulla, né una rampa di scale, né spostare un tavolino o una sedia, né attraversare la strada. Mi fermavo sempre a respirare pochi passi dopo. Rifeci quindi tutti gli esami tra cui: raggi X ai polmoni, ECG e tutti gli esami del sangue. È risultata un po’ di anemia, ma essendo talassemico (portatore sano) per i medici i valori erano nella norma. Quindi mi prescrisserro del ferro per l’anemia. Ma io continuavo a peggiorare nonostante la cura e non riuscivo più nemmeno a scendere dal camion, perché svenivo. Continuò così fino a metà marzo 2010.

Per il mio primo medico di base era solo ansia. Io però stavo male, non ero tranquillo, avevo paura di non riuscire a guarire e non veder crescere i miei figli. Volevo stare vicino a mia moglie. La mia famiglia mi dava coraggio e speranza nella guarigione. Volevo capire di più. Ho chiamato un altro medico di base, una dottoressa che mi ha voluto subito visitare. Mi ha prescritto urgentemente un Ecodoppler presso un cardiologo di sua fiducia. Il cardiologo scoprì l’IP e il ventricolo destro dilatato, e richiese a sua volta un cateterismo cardiaco urgente. Ricordo che era venerdì pomeriggio. Avvisai la dottoressa, la quale chiamò immediatamente l’ospedale di Trento Santa Chiara. Risposero che durante il week end i laboratori sono chiusi, non c’èra possibilità di fare esami, ma in caso di necessità mi avrebbero mandato il 118 per ricovero. Il lunedì mattina l’ospedale chiamò per effettuare gli esami richiesti. Il cardiologo dell’ospedale dopo aver rifatto l’Ecodoppler confermò la diagnosi di IP. Mi fecero di tutto, TAC, PET, ECG. Non riuscirono però ad individuare la causa. Durante il giorno ero sempre impegnato con esami cosicchè alla fine rimasi ricoverato un mese.

Mi fu prescritta una terapia con eparina e in effetti migliorai un po’. Il fiato c’era ancora. Comparvero delle ghiandole alla base del collo e alle caviglie. Avevo molto muco e causa questo non riuscivo a mangiare. Ero arrivato a 50 kg da miei 68. Mi curarono con antibiotici che durante il secondo ciclo mi diedero allergia. Ero rosso in tutto il corpo e avevo la febbre a 40°. Quindi altro ricovero in ospedale, questa volta per due settimane. Ancora esami e ancora visite. Siamo nel maggio 2011. Mi prescrissero dapprima l’eparina e poi il Coumadin. Finalmente uno pneumologo dell’ospedale chiamò Bologna. A giugno 2011 sono ricoverato nel centro diretto dal Prof. Galiè per accertamenti. Rimasi ricoverato una settimana. Qui rifecero tutto, assolutamente tutto. Confermarono l’IP e aggiunsero il bosentan/Tracleer.

L’INR era normale, ma mi consigliarono di fare una vita sana e prestare attenzione nella dieta. Per fortuna io non ho mai fumato. Mi tenevo molto controllato. Devo ringraziare il pneumologo di Trento e tutto lo staff del Prof. Galiè di Bologna. Ora, luglio 2013, sto bene, vivo normalmente, non ho problemi, prendo i miei farmaci (dopo le ultime visite i medici mi hanno prescritto il Tracleer a metà dosaggio per 15 giorni, poi sospeso senza sostituzioni con altri farmaci, visti i miglioramenti ottenuti, ora assumo solo il Coumadin). Lavoro, non ho mai smesso un attimo, se non nella fase acuta. Non sono più svenuto e faccio una vita come tutti.

Consiglio di seguire sempre i consigli dei medici, cioè la cura e la dieta, osservarla rigorosamente, non fare eccessi. Non si può guarire solo coi farmaci, dobbiamo aiutare i medici con il nostro stile di vita. Io non bevo alcool, non fumo e faccio lunghe passeggiate all’aria aperta una volta la settimana.

Grazie a chi mi ha salvato la vita, il Prof. Galiè e la sua équipe, al pneumologo di Trento, allo Staff dell’Ospedale, alla Dottoressa Delucca e ovviamente, al cardiologo che mi ha rilevato la malattia. Se oggi sono tornato normale, lo devo a voi. Grazie di cuore.

Veron Gjini

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