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Non pensavo più di rinascere!

Siamo nel settembre 2012. Lavoravo a pieno ritmo, casa, palestra con tapis roulant e relativi corsi. Andavo in palestra tre giorni alla settimana, ma un giorno mi accorsi che non riuscivo più a fare 15 minuti sul tapis roulant. Informai il mio trainer che mi consigliò di ridurre il tempo a 12 minuti. Mi disse che era solo una questione di allenamento. Ma anche per 12 minuti pochi giorni dopo cominciai ad avere problemi: affanno anche per piccolissimi sforzi.

Andai da un cardiologo a pagamento, che mi visitò, eseguì un elettrocardiogramma (ECG) e ecocardiogramma (ECO).

Il risultato fu negativo. “Io però non sto bene”, gli dissi… Mi tranquillizzò, dicendomi che probabilmente era lo stress. Mi chiese di tornare dopo due mesi se i sintomi fossero continutati e che mi avrebbe prenotato una visita pneumologica con spirometria. Nel frattempo continuavo a peggiorare a vista d’occhio. Facevo fatica a camminare, mi dovevo fermare perchè mi mancavano le forze nelle braccia e nelle gambe. Arrivata alla visita pneumologica non riuscii a fare la spirometria, per problemi di affanno. Durante l’esame mi spruzzarono del Ventolin per riprovare. Ancora niente, non riuscivo, non avevo proprio fiato. Lo pneumologo mi disse che non era possibile farmi fare il test sotto sforzo, perché dopo il Ventolin ero come dopata e quindi il risultato sarebbe stato falsato, dunque inattendibile.

Mi ripresentai dopo 15 giorni per la prova da sforzo. Ancora niente, non fu possibile. Così come non riuscivo più ad andare nè in palestra nè a lavorare; in casa non facevo più nulla. Cominciai ad essere seriamente preoccupata.

Poiché la situazione continuava a peggiorare, decisi di andare a fare una visita pneumologica, privatamente, dal Dott. Miglioranzi di Peschiera. La visita durò circa un’ora. A questa visita sono arrivata con le gambe che cominciavano a gonfiarsi. Raccontai tutta la mia storia, il dottore mi tranquillizzò sui polmoni, dicendo che non c’era nulla di particolare. Mi richiese però un RX del torace. Mi visitò accuratamente il cuore. Vidi che indugiava pensieroso su più punti con lo stetoscopio. “Signora, qui c’è qualcosa che non va al cuore, io non sono un cardiologo, ma sento come un soffio su tutto il cuore. Vede che le gambe sono gonfie, con edemi?” Mi scrisse una relazione dettagliata da consegnare al cardiologo che mi aveva precedentemente visitata, anzi mi consigliò addirittura un consulto presso un cardiologo diverso .

Tornai dal mio medico di base per riferire. Mi prescrisse i raggi X al torace che risultarono negativi.

A questo punto presi appuntamento con un cardiologo di Negrar (Verona), il Dott. Pinamonte. Con un ECO e un ECG egli vide la parte destra del cuore molto ingrossata. Sul momento non si sbilanciò, ma mi disse che il problema non nasceva dal cuore. Mi richiese una risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto. Nel frattempo chiamò lo pneumologo che mi aveva visto per primo e si consultò con lui. Insieme avanzarono l’ipotesi di Ipertensione Polmonare. L’emogas era a 29, io non stavo in piedi, svenivo, non avevo forze. Ipotizzarono un’embolia polmonare. Chiamarono il Centro di Medicina nucleare di Negrar, spiegarono il mio caso e richiesero una scintigrafia polmonare con liquido di contrasto per il giorno dopo. Risultato: negativo!

Pensavo che sarei morta, niente mi faceva migliorare, il morale era a zero, mi mancavano le forze, mi sentivo una nullità assoluta. Ho dovuto sospendere il lavoro e tutt’ora (settembre 2013) non ho ripreso. Ogni medico prescriveva o consigliava gli esami che lui riteneva più indicati al caso mio dal suo punto di vista e non se ne veniva fuori…

Il Dott. Pinamonte decise di ricoverarmi nel suo reparto di cardiologia a Negrar. Aspettai 25 giorni per avere un posto letto. Rimasi ricoverata dal 29 aprile 2013 per 15 giorni. A seguito di un cateterismo cardiaco (effettuato dall’arteria femorale) fu riscontrata l’Ipertensione Polmonare. Durante la degenza subii anche una trombosi all’occhio destro. Subito ammisero di non essere competenti in materia, ma mi prescrissero comunque il Bosentan. Nel frattempo mi gonfiai tutta, avevo 6 litri di liquido nel corpo. Mi fu prescritto un diuretico, il Lasix, a dosi così massicce da farmi abbassare di molto (troppo) la pressione, tanto da svenire. Avevo anche vomito e non mangiavo più.

A questo punto decisero di chiamare direttamente Bologna per prenotare un ricovero urgente. Fui dimessa il venerdì e il lunedì seguente arrivai a Bologna, dove rimasi ricoverata per cinque giorni. Qui furono rifatti tutti gli esami e confermata l’Ipertensione Polmonare. Il cateterismo questa volta fu fatto partendo dalla vena giugulare. Iniziai una terapia di protocollo adeguata al mio caso. All’inizio i controlli erano mensili e le analisi del sangue le dovevo ripetere ogni 10 giorni. Sono passati quattro mesi da quando sono stata dimessa dall’Ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna. Ora sono contenta, in casa faccio quasi tutto, anche se con calma, riesco a fare delle passeggiate di circa un’ora e anche qualche rampa di scale.

Ho passato dei momenti molto brutti, ma non mi sono mai fermata. Desidero ringraziare il Dott. Pinamonte che è stato fantastico, la Dott.ssa Albrigi e il Dott. Miglioranzi di Peschiera, che mi hanno indirizzato al cardiologo giusto. Qui a Bologna è stato tutto più che fantastico, dal personale medico al paramedico. Non pensavo più di rinascere. Grazie di cuore!

PS. Oggi 5 settembre 2013: Test dei 6 minuti di cammino, 610 metri, incredibile! Sono felice, grazie Prof. Galiè e grazie Bologna!

Rosella Accordini

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